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5 ott - lunedì

Prima Lettura
Il Vangelo io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 1,6-12

Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a
un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!
Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!
Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.


Vangelo
Chi è il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Lectio 5 ott - lunedì

Paolo Curtaz

 

Al dottore della legge che vuole fare sfoggio della sua preparazione teologica con una domanda da catechismo ("quale il primo dei comandamenti?") e avendo ricevuto una risposta altrettanto teorica, Gesù spiega con una parola a tinte forti, provocatoria, su quale livello occorre mettesi per capire il Vangelo. "Chi è il prossimo?" - chiede il dottore della legge - domanda assurda? No, allora come oggi, gli uomini sono ben disposti ad amare chi ti ama, ad aiutare gli amici, ignorando gli antipatici o i rompiscatole. La terribile descrizione che la parabola fa del sacerdote e del levita che vedono il ferito e tirano dritti sono una chiara e inequivocabile accusa a noi, quando, pur frequentando il tempio e servendo l'altare di Dio, vediamo e tiriamo dritto. Invece il gesto semplice, tenero, pieno di compassione del Samaritano, nemico storico degli ebrei, definito "cane" dal perbenismo giudaico, è la rivelazione del gesto d'amore. Siano benedetti, veramente, tutti quei gesti che, compiuti nella compassione e nella solidarietà, lontani da sdolcinate commiserazioni, diventano concreta condivisione, olio e vino versato sulle mille ferite prodotte da questo nostro mondo folle. Nonostante gli errori, le lentezze, le fatiche della Chiesa, è straordinario vedere che là dove c'è sofferenza, spesse volte c'è un cristiano disposto a farsi prossimo. Ma niente mani al portafogli, per carità! Qui occorre mettere mano al cuore. Un cuore cambiato dal Cristo, Lui per primo samaritano che fascia le nostre ferite e ci riempie di consolazione. E cito, a tal proposito, la bellissima frase che un pellegrino del medioevo ha inciso su di una pietra al caravanserraglio tra Gerusalemme e Gerico: "Se persino sacerdoti e leviti passano oltre la tua angoscia, sappi che il Cristo è il buon Samaritano, che avrà sempre compassione di te e nell'ora della tua morte ti porterà nella locanda eterna". Allora, la lunga parabola di Gesù, porta il nostro bravo maestro della legge (e anche noi?) ad una sconcertante provocazione: "Non chiederti dalla tua comoda poltrona: Chi è il mio prossimo? Chiediti, anche se ti spaventa e ti fa più male: Di chi mi sono fatto prossimo?, a chi sono stato vicino?".

Tu ti sei fatto prossimo ad ogni uomo e come un buon Samaritano versi sulle piaghe ferite dell'umanità l'olio della consolazione e il vino della speranza, Dio benedetto nei secoli!

 

http://www.qumran2.net/

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