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Prima Lettura
È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 3,1-5
O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!
Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano!
Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?
Vangelo
Chiedete e vi sarà dato.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,5-13
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Paolo Curtaz
Il Signore prende sul serio la nostra richiesta di insegnarci a pregare. Ci ha detto le parole, le ha messe sulle nostre labbra, a noi di calarle nel cuore. E poi ci spiega come dire, per fare in modo che le parole smuovano la nostra indifferenza, crescano in noi per renderci veramente discepoli. E insegna: dobbiamo pregare con insistenza, senza scoraggiamento, come fa quel tale che riceve la visita di un ospite e chiede aiuto ad un vicino. Dobbiamo pregare per gli altri, anzitutto, perché la preghiera sia manifestazione della nostra attenzione a chi ci sta attorno. Non chiede per sé, l'uomo della parabola, ma per l'amico. Dobbiamo pregare come chi sa di ottenere; come chi chiede cose buone ad un Padre, non ad un despota. È inutile una preghiera che si rivolge ad un potente da corrompere, inutile la preghiera di chi si inventa una relazione con Dio che non ha mai avuto, inutile e sterile perché cerca di piegare Dio alla propria volontà e non di lasciare che sia la sua volontà a illuminare la nostra preghiera. Chiediamo il bene, allora, ma chiediamo soprattutto di capire cosa è bene per noi, cosa veramente ci aiuta a crescere e a diventare figli...
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